4° Itinerario – le laure e il gurgo

tratto da
ANDRIA – ITINERARI
“Fede, palazzi del potere, federiciano, laure e gurgo”
a cura di
Città di Andria
Settore sviluppo economico – Ufficio Turismo

IV ITINERARIO – LE LAURE E IL GURGO

testi a cura del prof. Michele Palumbo

Questo itinerario propone un percorso insolito: due gemme preziose dell’Arte e dell’Ambiente. Un itinerario, dunque, che permette non solo di conoscere, ma anche di riflettere su come sia necessario, per la storia e per la memoria di una città, potenziare sempre più la tutela e la salvaguardia del proprio patrimonio, artistico ed ambientale.

La prima tappa di questo itinerario è la LAURA BASILIANA DI SANTA CROCE . Va ricordato che tra l’ottavo ed il decimo secolo dopo Cristo, quando l’imperatore romano d’Oriente Leone III l’Isaurico, diede il via alla lotta iconoclastica ( contro le immagini ), i monaci orientali basiliani fuggirono e sbarcarono in Puglia. I monaci basiliani realizzavano rustiche chiesette scavandole nel tufo, chiesette che vennero poi chiamate “laure” ( =grotte ). Andria divenne uno dei centri di questa civiltà rupestre e tante laure vennero decorate con dipinti bizantini.

Le più importanti: quella in contrada Santa Margherita ( dove oggi c’è il Santuario della Madonna dei Miracoli ), quella dell’Altomare, quella di Cristo della Misericordia, quella di santa Croce ( nella zona dei Lagnoni ).

La laura principale è quella di Santa Croce, appunto nella zona dei Lagnoni, a due passi da piazza Caduti sul Lavoro: ha una forma basilicale, con tre piccole navate sorrette da quattro pilastri. I muri propongono numerosi affreschi: Crocifissione, Annunciazione, Santa Dorotea, San Leonardo, Papa Urbano V, San Sebastiano, Invenzione della croce, Cristo tra gli Evangelisti, Agnello mistico, Sant’Antonio abate, Santa Maria Maddalena, San Nicola, Creazione di Eva e peccato originale, Cristo risorto, Madonna della Misericordia ( e altri che raffigurano pontefici, vescovi, santi non riconoscibili ). Tanti affreschi che, assieme all’intera struttura ( ora anche seminascosta da alcune costruzioni ), meriterebbero interventi regolari di tutela e un nuovo complessivo restauro, oltre alla possibilità di essere fruibili rendendo visitabile in modo continuo anche l’interno. Non va dimenticato, infatti, che Santa Croce in base ad una legge del 1939 ( la n. 1089 ), è sottoposta ai vincoli previsti per i monumenti storici. Lasciate le laure, ci si può dedicare alla visita delle depressioni naturali di origine carsica presenti in città. Ce ne sono più di una degne di indicazione: quella di Gurgoruotolo ( zona Sant’Angelo dei Ricchi ), quella di Lama di Carra ( sulla strada per Castel del Monte ), quella del “viccio” ( tacchino ) nella zona di Lama Caminata. Ma la dolina più importante è quella di Gurgo : un vero e proprio monumento naturale, a poche centinaia di metri dal santuario del Santissimo Salvatore. Il Gurgo, il cui nome, tra le varie ipotesi, si pensa derivi da una corruzione in dialetto andriese di un termine latino, “gurges”, cioè “vortice”, ha un perimetro di 800 metri, un’area di circa 40mila metri quadrati e una profondità massima di circa 40 metri. Nel Gurgo sono state esplorate nove grotte: la più grande ha 34 metri di sviluppo. Una delle grotte è stata chiamata la “La Grotta della Madonna di Trimoggia”: su tale grotta si raccontano storie e leggende; si pensa anche che nella grotta si svolgessero i culti religiosi relativi all’adorazione della Madonna di Trimoggia. Nella zona del Gurgo ( che meriterebbe di diventare un vero e proprio percorso ambientale da poter visitare completamente ) sono state censite oltre cento specia di piante erbacee, più di venti specie di piante arboree ed arbustive e circa trenta specie di uccelli.

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