3° Itinerario – Federiciano
tratto da
ANDRIA – ITINERARI
“Fede, palazzi del potere, federiciano, laure e gurgo”
a cura di
Città di Andria
Settore sviluppo economico – Ufficio Turismo
III ITINERARIO – FEDERICIANO
testi a cura del prof. Michele Palumbo

Per chi visita Andria è impossibile non seguire l’itinerario “federiciano”. L’itinerario che indica come la città sia legata indissolubilmente all’imperatore Federico II di Svevia. Naturalmente, la prima tappa di questo itinerario non può che essere CASTEL DEL MONTE.
A circa diciassette chilometri dalla città, Castel del Monte domina su una collina della Murgia, a 540 metri sul livello del mare: una corona di pietra ottagonale con agli spigoli otto torri pure ottogonali. E’ evidente la struttura gotica della costruzione anche se sono riconoscibili segni architettonici diversi, nel senso che vengono proposti in modo differente tre stili: quello gotico, quello romanico-pugliese e quello arabo-normanno. Quasi a voler ricordare le diverse culture di Federico II: germanica, araba, italica ( pugliese ). Del resto, la motivazione dell’Unesco, nel 1996, a proposito dell’iscrizione di Castel del Monte nella prestigiosa lista dei beni patrimonio dell’umanità, è significativa: “Castel del Monte possiede un valore eccezionale per la perfezione delle sue forme, l’armonia e la fusione di elementi culturali venuti dal nord dell’Europa, dal mondo Musulmano e dall’antichità classica. E’ un capolavoro unico dell’architettura medievale, che riflette l’umanesimo del suo fondatore: Federico II di Svevia”.
Sono tantissime le teorie e le ipotesi che circolano il “perché” di Castel del Monte, teorie suggestive, ma al di là delle contrapposizioni ( solo un castello, tutto fuorché un castello ) appare sempre più evidente, comunque, che mentre si continua a discutere del passato, Castel del Monte ha assunto una propria configurazione nel presente, quella di castello dell’Accoglienza. non va dimenticato, infatti, che non solo il castello federiciano è bene del patrimonio mondiale Unesco, ma, dallo stesso Unesco, è stato indicato ( nel 2002 ) sito “messaggero di pace” e che, infine, è una delle effigi delle monete italiane ( un centesimo di euro ) che circolano in Europa.

L’itinerario federiciano, dopo la visita a Castel del Monte, presegue ad Andria, in città. E la seconda tappa è dinnanzi alla PORTA DI S. ANDREA , un altro monumento che ricorda il legame tra la città e Federico II di Svevia.
Porta S. Andrea sorge in prossimità del quartiere più antico di Andria ( le “grotte di S. Andrea”, interrate negli anni Sessanta ): per raggiungerla basta scendere, nel vero senso della parola, o da Pendio San Lorenzo, partendo dal Municipio, o per via Corrado IV di Svevia ( prima ) e via Federico II ( dopo ), partendo dal Palazzo ducale ( ingresso in piazza la Corte ).
Un po’ di storia: nel 1229, Federico II ritorna dalla crociata ( la sesta, detta anche, vista la particolare situazione dell’imperatore, la crociata dello scomunicato ), ma quando sbarca in Puglia si ritrova numerose città in rivolta. Andria, invece, testimonia amicizia e fedeltà all’imperatore e, così racconta la tradizione, cinque giovani ( rappresentanti delle famiglie nobili della città: Quarti, Curtopassi, Marulli, Conoscitore, Fanelli ) consegnano a Federico II le chiavi della città. In ricordo fu costruito, sulla Porta di Sant’Andrea, l’Arco di Federico II, dove si legge “Andria fidelis, nostris affixa medullis”. La porta è stata ricostruita nel 1891.
Infine, la terza tappa dell’itinerario federiciano. Bisogna risalire, tornare in Cattedrale. E poi scendere nella cripta dove è possibile sostare dinnanzi alle tombe di due mogli di Federico II: Jolanda di Brienne e Isabella d’Inghilterra. La vicenda delle tombe delle due imperatrici sveve ha avuto un’evoluzione: prima le cronache medioevali, poi la tradizione popolare, infine uno studio scientifico. Le due tombe vennero scoperte nel 1904 e da allora, basandosi sulle cronache medioevali, che affermavano che le due mogli di Federico II erano state sepolte ad Andria, la tradizione popolare aveva ritenuto quei due sepolcri sicuramente quelli delle due imperatrici sveve. A favore deponevano il numero, la forma e la posizione delle tombe. Dubbi, invece, venivano provocati dal fatto che le tombe apparivano sin troppo modeste per essere quelle di due imperatrici. Novant’anni dopo, nel 1994, il Vescovo di Andria, Mons. Raffaele Calabro, commissionò uno studio scientifico ad un’équipe dell’Università di Pisa. La conclusione: i resti contenuti in quelle tombe nella cripta della cattedrale “sono compatibili con quelli di Jolanda di Brienne e Isabella d’Inghilterra”.
L’itinerario federiciano dunque, partito da una suggestione, quella provocata dall’ottagono di Castel del Monte, termina qui in un’altra suggestione, in una cripta, dinnanzi a due tombe. In mezzo, ancora una suggstione: una Porta che si affaccia sulla Storia.
